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Adelaide Labille-Guiard nacque a Parigi l'11 aprile 1749. Il padre, Claude Edmé, possedeva a Parigi una merceria alla moda; la madre, Marie Anne Saint-Martin, una donna di salute cagionevole, ebbe otto figli, dei quali tre soltanto superarono la prima infanzia. Adelaide era la più giovane. Dei suoi primi anni si sa poco. Forse, come Elisabeth Vigée Le Brun, visse per qualche tempo in convento per imparare a leggere e scrivere; forse durante l'adolescenza aiutò in negozio il padre. Fin dai primi anni rivelarò una forte vocazione artistica, incoraggiata dalla famiglia. La sua prima educazione in questo campo le venne da François Elie Vincent (1708-1790, un miniaturista che lavorava in una bottega non lontano da quella del padre di Adelaide; in seguito il suo insegnante fu il figlio maggiore di Vincent, François André (1746-1816), che divenne suo grande amico e, tre anni prima della morte di lei, suo marito. Nel 1769 la situazione familiare di Adelaide mutò radicalmente: perse la madre e una delle due sorelle sopravvissute, e sposò Louis Nicolas Guiard, impiegato alle finanze che lavorava per Bolliard de Saint-Julien. Dieci anni dopo ebbe luogo la separazione legale tra i due, che non ebbero figli. Benché il matrimonio fosse evidentemente fallito, la pittrice per tutta la vita si firmò "Labille f [emme] Guiard". Già membro dell'Académie de Saint-Luc al tempo del suo matrimonio, Adelaide non si lasciò distogliere dall'ambizione di diventare un'artista di professione. Per padroneggiare la tecnica del pastello studiò dal 1769 al 1774 con Maurice Quentin de la Tour, il più grande maestro di questa tecnica nella Francia del Settecento e ritrattista di brillante incisività. Anche Adelaide divenne un'ottima ritrattista a pastello. L'attenzione alla veridicità dei dettagli degli abiti e dello sfondo, così caratteristici nell'opera di De la Tour, si possono notare anche nel ritratto della Marchesa di Montciel eseguito da Adelaide.

Una delle sue prime opere conosciute è un Autoritratto in miniatura esposto all'Accademia di Saint-Luc nel 1774, che dimostra una ricercata meticolosità e un tocco nervoso che compare nei dettagli dell'abito della modella e che caratterizzerà l'opera dell'artista per il resto della vita. La miniatura però non destò l'interesse della critica: per ripresentare all'attenzione del grande pubblico le proprie opere, la pittrice dovette attendere il 1781, quando Pahin de la Blancherie istituì il Salon de la Corrispondance: a quel punto però la pittrice era quasi pronta a sfidare la roccaforte dell'Académie Royale. Nel 1775, dopo quattro anni di studi a Roma, tornò a Parigi ed espose al Salon varie opere con il suo amico d'infanzia François André Vincent che nel 1777 fu nominato membro all'Accademia. Con lui Adelaide cominciò a studiare la pittura a olio, prendendo un altro linguaggio pittorico e allargando così i suoi orizzonti artistici. Nel 1782 inviò al Salon de la Corrispondance ritratti a pastello di se stessa e di Vincent e altre sei opere, che furono largamente elogiate. In seguito allo scioglimento dell'Accademia di Saint-Luc nel 1776, Labille-Guiard trovò un luogo in cui  esporre al Salon de la Correspondande, eseguendo numerose opere nel giugno 1782, incluso il Ritratto del conte di Clermont-Tonnerre (Anzy-le-France, replica a olio), abbigliato con il costume di "Dragon de la Reine", che mostra un'abile resa del tessuto e dei dettagli dell'abito, così come la sua collocazione nello spazio. Adelaide esibì anche un'opera intitolata Testa di Cleopatra, che mostra l'eroina nello stile di Guido Reni, con lo sguardo verso il cielo e il braccio sinistro pronto a ricevere il morso dell'aspide: l'opera mostra i primi interessi della Labille-Guiard verso la pittura di storia. In questi anni e nei seguenti Adelaide divenne eccezionalmente produttiva e si trovò finalmente sull'orlo del successo, ma voleva essere ammessa all'Accademia per poter esporre nel suo assai più prestigioso Salon. A questo scopo, e per mettere a tacere le voci secondo le quali era stata aiutata da Vincent, aveva già cominciato una serie di ritratti a pastello degli accademici, tra cui quello di Voiriot (collezione privata, Brussels), Bachelier (Louvre, Parigi), Vien il potente ex direttore dell'Accademia francese di Roma (Musée Fabré, Montpellier), Pajou e Beaufort (entrambi al Louvre). L'opposizione si trasformò in appoggio e il 31 maggio 1783 fu eletta "agrée" e divenne immediatamente membro effettivo. Lo stesso giorno fu ammessa anche Elisabeth Vigée Le Brun. Adealide mostrò un profondo interesse verso la maternità esibendo un ritratto di gruppo intitolato Madame Mitorire con i figli (collezione privata, Parigi), rappresentante la nipote del pittore Carle van Loo mentre allatta suo figlio minore. Con accessori quali un piccolo tavolo rotondo, il dipinto sembra bilanciare le morbide forme della madre e le teste dei figli. Socialmente, l'opera documenta un'abitudine e una moda contemporanea che attingono all'educazione dei figli predicata da Rousseau. Nel 1783 Adelaide Labille-Guiard si trasferì in un appartamento più grande in rue de Richelieu con varie allieve, tra cui Gabrielle Capet. Forse perché non aveva una famiglia propria, la pittrice prendeva molto a cuore la carriera dei suoi allievi e si diceva fosse un'insegnante straordinaria. Si impegnò inoltre a fondo per estendere ad altre donne i privilegi e i vantaggi dell'Académie Royale. Poco dopo l'ammissione sua e della Vigée Le Brun, l'Accademia promulgò una norma che limitava a quattro i membri di sesso femminile: un quorum che con la loro ammissione era già stato raggiunto, perché tra i membri vi erano anche Anne Vallayer-Coster e Madame Vien. La sua petizione per un appartamento al Louvre fu ripetutamente respinta, con la giustificazione che la presenza delle giovani allieve nei lunghi corridoi oscuri abitati da tanti artisti di sesso maschile e dai loro allievi avrebbe sicuramente fatto nascere situazioni scandalose. Adelaide Labille-Guiard dovette accontentarsi, come indennizzo, di una cospicua pensione annuale. Al Salon del 1785 Adelaide Labille-Guiard esibì l'acclamato Autoritratto con due studenti (Metropolitan Museum of Art, New York), un'opera forse ispirata all'Autoritratto con cappello di paglia di Elisabeth Vigee Le Brun. Se da un lato l'artista dimostra un alto virtuosismo tecnico nella resa dei tessuti, essa si innalza al grado di accademico professionista mostrando la caparbietà e l'ambizione necessarie per raggiungere uno status sociale superiore. La presenza del nome di una Vestale allude al suo ruolo di insegnante che mantiene costantemente accesa la fiamma della creatività. Il dipinto fu ampiamente apprezzato dalla critica e valse all'artista l'ammirazione di Madame Adelaide, figlia di Luigi XV e zia di Luigi XVI, che la introdusse a corte commissionandole nel 1787 il suo ritratto e quello della sorella Madame Victoire. Intorno alla metà del decennio 1780-1790 nei circoli artistici parigini la pittrice veniva ormai riconosciuta tra i maggiori ritrattisti e le venne dato il titolo di "Peintre des Mesdames". A causa del suo notissimo legame con la regina, la Vigée Le Brun nel 1789 dovette lasciare Parigi; nella capitale rimase Adelaide, che appoggiò la rivoluzione, ma che tra il 1789 e il 1790 ebbe poche committenze e durante una parte di questo periodo traumatico si ammalò. 

A poco a poco la pittrice concentrò attorno a sè una nuova cerchia di committenti tra i sostenitori della rivoluzione; riscosse i crediti di nobildonne e chiese a Robespierre di posare per lei. Nel 1787 aveva esposto nove ritratti al Salon, tutti di esponenti della famiglia reale e dell'aristocrazia; nel 1791 espose otto ritratti di deputati dell'Assemblea Nazionale. Se non fosse stato per un episodio increscioso, sarebbe sopravvissuta a questi disastrosi stravolgimenti politici relativamente indenne; ma la sua tragedia fu l'ordine di distruggere l'enorme dipinto, in parte terminato, dal titolo Un cavaliere di S. Lazare ricevuto da Monsieur, Gran Maestro dell'ordine, fino ad allora la sua committenza più importante: una tela immensa sulla quale lavorava già da due anni e mezzo. Con quest'opera la ritrattista contava di conquistare all'Accademia il titolo prestigioso di pittrice di storia, ma a quel tempo una simile glorificazione della monarchia non poteva essere tollerata. Nel 1793 la pittrice vide andare in fumo i suoi sogni e le sue ambizioni più grandi, e non riuscì mai a recuperare le forze necessarie a creare un'opera analoga di contenuto meno controverso. Fino al 1800 eseguì opere in quantità minore che in passato, infine smise completamente di esporre. La sua salute, mai robusta, andò declinando; morì nel 1803. Pur non godendo mai della celebrità della Vigée Le Brun, secondo molti critici Adelaide Labille-Guiard fu delle due la migliore. 

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