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Luigi
XV
Luigi XV (1710-1774), detto il Beneamato, figlio di Luigi duca di
Borgogna e di Maria Adelaide di Savoia, pronipote di Luigi XIV,
succedette a quest' ultimo nel 1715 sotto la tutela del cugino
Filippo, duca d'Orleans. Dichiarato maggiorenne a tredici anni, Luigi
XV nominò primo ministro il duca Luigi Enrico di Borbone, che
concluse il suo matrimonio Maria Leszcynska. Il re, al quale poco
interessavano gli affari di Stato, dedito ai divertimenti e agli
amori, lasciava ampie libertà ai suoi ministri. Alle pressioni del
re, delle sue amanti (come la Mally, la Vintimille, la Chateauroux,
Madame de Pompadour o Madame du Barry), che lasciava liberamente
interferire negli affari di stato, della corte, si dovettero gli
interventi francesi nella guerra di successione polacca (1733-1738),
la guerra di successione austriaca (1741-1748) e la guerra dei Sette
anni, rovinose per la Francia. Morì di vaiolo e dovette essere
sepolto di notte per il timore di dimostrazioni popolari. |
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Principesse
reali , figlie di Luigi XV
Le Mesdames, come venivano chiamate le figlie di Luigi XV, erano
Madame Adelaide, Madame Victoire, Madame Sophie e Madame Louise
(quarta figlia di Luigi XV che venne chiusa in un convento di suore
carmelitane). Tutte zitelle, costituirono la fazione, capeggiata da
Adelaide, contro Madame du Barry, dalla quale erano state soppiantate
come dame del regno. Prenderanno sotto la loro protezione la delfina
Maria Antonietta coinvolgendola nei loro intrighi ed osteggiandola
nella sua ascesa al trono: sarà infatti Madame Adelaide che attribuirà
alla regina il soprannome di Autrichienne. |
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Madame
Du Barry
Janne Bécu, contessa di Barry (1743-1793), fu la favorita di Luigi XV
e grazie alla sua grande influenza sul sovrano costruì a Versailles
un temibile centro di intrighi. La convivenza a corte con la delfina
sarà sempre molto fredda e conflittuale. Alla morte di Luigi XV nel
1774, la contessa venne esiliata da Maria Antonietta. Si rifugiò a
Louveciennes, il padiglione regalatole da Luigi XV, ma durante la
rivoluzione venne arrestata e ghigliottinata. |
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Madame
Elisabeth
Elisabeth Philippine Marie-Helene (1764-1794), fu la sorella minore di
Luigi XVI (la primogenita era Maria Clotilde che sposò nel 1775 Carlo
Emanuele di Savoia). Fu molto legata al fratello e a Maria Antonietta,
infatti era con loro durante la fuga a Varennes e allo scoppio della
Rivoluzione resterà sempre al fianco dei cognati fino alla fine.
Venne ghigliottinata il 10 maggio 1794. |

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Axel
von Fersen
Il conte svedese Hans Axel von Fersen (1755-1810), si trasferì molto
giovane in Francia come studente e diplomatico al servizio del re
Gustavo III di Svezia. Conobbe la delfina Maria Antonietta il 30
gennaio 1774, durante un ballo in maschera a Parigi al quale
l'arciduchessa si era recata in incognito. Divenne subito uno degli
amici più intimi di Maria Antonietta rimanendo sempre accanto alla
regina in modo discreto e fidato e fu uno degli artefici della fuga a
Varennes della famiglia reale. Procurò lui stesso la carrozza sulla
quale il re e la regina avrebbero dovuto compiere il viaggio che li
avrebbe portati alla salvezza e proprio in quell'occasione rivide
Maria Antonietta per l'ultima volta. Era il 20 giugno 1791. Durante la
Rivoluzione Francese Fersen fece ritorno in Svezia, ma nel 1810 re
Gustavo III venne assassinato e durante i funerali il popolo credette
che Fersen fosse uno dei colpevoli, per questo venne catturato ed
ucciso dalla folla.
Il primo ritratto è opera di Carl
Fredrik von Breda ed è conservato a Löfstad Castle, in Svezia.
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Madame
Lamballe
Marie Therese Louise di Savoia Carignano, principessa di Lamballe
(1749-1792), sposò Louis Stanislas, principe di Lamballe (1747-68)
nel 1767, fratello di Louise Marie Adélaïde de Penthièvre (la
futura duchessa di Chartres): rimase vedova un anno dopo il
matrimonio, all' età di 19 anni e divenne amica inseparabile di Maria
Antonietta. Venne nominata Sovrintendente della Casa della regina e
rimase sempre devota alla sovrana. Venne uccisa il 3 settembre 1792,
dopo essere tornata dall' Inghilterra per stare al fianco della
regina: il suo corpo venne lacerato e la sua testa, infilzata su una
picca, fu crudelmente mostrata a Maria Antonietta dalla finestra del
Tempio, dove questa era rinchiusa. |
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Madame
Polignac
Yolande Martine Gabrielle de Polastron, contessa e poi duchessa di
Polignac (1749-1793), sposò il duca Jules de Polignac (al quale non
fu mai fedele, tradendolo con il duca di Vaudreil) e dopo essere
entrata a corte divenne la più intima amica di Maria Antonietta.
L'affascinante ed ambiziosa contessa otterrà grandi favori per sé e
la sua famiglia e verrà nominata governante dei figli di Francia.
Dopo aver contribuito con la sua influenza all' impopolarità della
regina, partirà immediatamente, allo scoppio della rivoluzione, per
l' esilio. |
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Madame
Campan
Jeanne-Louise-Henriette fu amorevolmente educata sotto la direzione
del padre, un impiegato nel Ministero degli Affari Esteri. All'età di
quindici anni Henriette parlava francese, inglese e italiano e leggeva
talmente bene da essere nominata "lettrice delle principesse
reali" Vittoria, Sofia e Luisa, figlie di Luigi XV. Presto sposò
Monsieur Campan, il padre del quale lavorava come segretario per la
regina. Madame Campan entrò quindi, nel 1770, al servizio di Maria
Antonietta come prima dama di camera e mantenne questo incarico fino
al 20 giugno 1792. Quando la sfortunata regina venne rinchiusa in
prigione, Madame Campan chiese coraggiosamente di poter dividere con
Maria Antonietta il suo triste destino. La sua richiesta non venne
accettata e fu costretta a rifugiarsi a Coubertin, un piccolo
villaggio nella valle di Chevreuse. Si trovò ad affrontare difficili
momenti, dovendo provvedere al suo giovane figlio e anche a suo
marito, pesantemente indebitato e di salute cagionevole. Con una
monaca come collega, fondò un collegio per ragazze a Saint-Germain:
presto ottenne un grande successo e poté contare tra le sue allieve
anche Hortense de Beauharnais, figlia di Giuseppina. Napoleone fu così
favorevolmente colpito dall'eleganza, l'ordine e la distinzione della
scuola, che nel 1807 nominò Madame Campan sovrintendente
dell'Accademia imperiale di Ecouen, fondata per educare le figlie dei
membri delle Legioni d'onore. Lei adottò il programma dell'antica
casa di Saint-Cyr, modificandolo per soddisfare le nuove esigenze. Il
suo scopo principale era quello di portare le ragazze ad diventare
delle donne affermate e delle buone madri. Nel 1814 la scuola venne
chiusa e Madame Campan fu amaramente indicata come traditrice dai
realisti, perché accettò i favori dell'"usurpatore". Si
ritirò a Mantes e spese gli ultimi anni a scrivere saggi storici e
didattici. |
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Elisabeth
Vigée Le Brun
Marie Elisabeth Louise Vigée Le Brun nasce il 16 aprile 1755 a
Parigi, figlia di Louise Vigeè, pittore, e Jeanne Maissin,
pettinatrice. Elisabeth era molto affezionata al padre, e alla morte
di questo, nel 1768, deve subire un duro colpo, anche perché proprio
il padre era stato il suo primo maestro. Grazie al suo talento e al
suo amore per l' arte che la portano ad imparare direttamente dalle
opere dei grandi artisti, fa grandissimi progressi e nel 1774 entra
nell' Accademia di Saint-Luc. Un anno dopo incontra Jeanne Baptiste
Pierre Lebrun, mercante di quadri con il quale si sposerà. In realtà
Elisabeth non fu mai veramente entusiasta, ma era troppo forte il
desiderio di fuggire dal patrigno con il quale la madre si era sposata
per avere un po' di tranquillità economica. Nel 1778 venne invitata a
Versailles per eseguire alcuni ritratti di Maria Antonietta e ben
presto tutta la nobiltà renderà omaggio al suo talento e alla sua
bellezza. Il 12 febbraio 1780 nasce la sua unica figlia, Jeanne Julie
Louise. Grazie all' intervento personale dei sovrani riesce ad entrare
nell' Académie Royale de peinture et de sculpture. Nel 1784 il
fratello minore di Elisabeth, Etienne Vigée, si sposa, ma questo e'
anche l' anno in cui dipinge il ritratto di Calonne e iniziano le
calunnie contro la giovane pittrice accusata di avere una relazione
con Calonne e altri amanti. Nel 1789, mentre i parigini andavano a
Versailles a prendere il re e la regina, Elisabeth decise di scappare
dalla Francia per l' Italia: qui visita le maggiori città ed esegue
il suo autoritratto per gli Uffizi di Firenze. Si reca nel 1792 a
Vienna e vi resta per tre anni. Nel 1795 si reca a San Pietroburgo e
si stabilisce qui per sei anni, tanto da considerare la Russia una sua
seconda patria. Nel 1800 decide può finalmente tornare in patria, ma
durante il viaggio si ferma sei mesi a Berlino: arrivata a Parigi
viene accolta con molto calore, ma tutto e' cambiato e, colta dallo
sconforto, riparte per l' Inghilterra in un viaggio lungo tre anni.
Tornata in patria, riparte per la Svizzera, ma poi si stabilisce
finalmente a Louveciennes nel 1809. Il suo rapporto con l' impero di
Napoleone fu sempre teso, infatti, quando Luigi XVIII salì sul trono
di Francia, l' artista provò una grandissima gioia. L' 8 dicembre
muore la figlia, Julie, seguita un anno dopo dal fratello di
Elisabeth, Etienne. Nel 1829 l' artista scrive le sue memorie aiutata
dalle nipoti. Muore il 29 maggio 1842 a Parigi e viene sepolta a
Louveciennes.
Il presente dipinto è opera di
Elisabeth Vigée Le Brun e si intitola Autoritratto dipingendo
Maria Antonietta di Francia (1790), Uffizi, Firenze.
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